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15.04.2008
Questo blog chiude. Resterà il lungo archivio di questi anni. Il nuovo indirizzo è già attivo, ed è: http://mattbellamy73.wordpress.com VI ASPETTO LI'!
08.03.2008
Sto per traslocare di nuovo....Perché ho bisogno di uno spazio diverso, che mi rappresenti meglio, anche esteriormente. Siete invitati tutti sul mio nuovo blog, che è come se fosse il primo. Ho 35 anni, questo per me è un anno importante, da tanti punti di vista. Time to go. Il mio nuovo blog è in costruzione. L'indirizzo è http://mattbellamy73.wordpress.com Vi aspetto lì!
03.02.2008
So many things have changed.... Il governo è caduto, e prima o poi doveva succedere, anche se per me non è comunque una buona notizia...visto che si profila un ritorno del nano fascista. Doveva succedere, perché Prodi non ha la stoffa per guidare a lungo un Paese lacerato e incazzato, una coalizione che coalizione non era, litigiosa è dire poco...ostaggio davvero di una sinistra che non sa superare sè stessa e i suoi fantasmi, restando pervicacemente ancorata alle ideologie senza guardare oltre le proprie lenti spesse e presuntuose. Adesso l'incertezza è ancora più profonda, il senso di precarietà, la puzza di stantìo dell'unica nazione d'Europa in cui comandano i vecchi decrepiti, ovunque, e i cui giovani sono senza futuro a meno che non siano figli, cugini o nipoti di qualcuno. Che arrivi davvero la rivoluzione?! Io, intanto, mi rompo la schiena e lavoro, giorno e sera, talvolta anche il sabato. Altre evasioni in arrivo, altri viaggi in vista, di cui dirò a tempo debito. Tra due settimane compirò 35 anni. Tra otto mesi, poi...arriva il MATRIMONIO.
22.12.2007
Le vacanze sono arrivate anche per me, sospirate e agognate! Ci si rivede tra due settimane, nelle quali passerò al box per rifornirmi di famiglia, Calabria, mare, cibo, coccole, relax, amici. Un augurio a tutti voi, viaggiatori e viaggianti, wherever you are, Have yourselves a very merry Christmas..... And a happy new year!
03.12.2007
"...Last Christmas I gave you my heart, but the very next day you gave it away..." Queste note deliziose coccolano le mie orecchie, a distanza di oltre vent'anni, alle porte dell'ennesimo Natale. Non occorre che le canzoni siano dei capolavori o scritte da mostri sacri del rock, per essere indelebili. Canzoni pop, sì, ma con un'anima immortale. Avevo undici anni...quel Natale. Era il 1984, e tu eri la mia prima cotta. Vera, forte, intensissima. Quella che mi irrorava le guance di emozione, quella che bruciava le mie labbra quando ti vedevo, labbra che desideravano ogni momento le tue, ogni momento poteva essere quello buono per un bacio, perché a quell'età non è mai troppo presto e un attimo dopo potrebbe essere troppo tardi. L'estate prima mi avevi stregato, tra suggestioni salmastre e pomeriggi interminabili al bar dell'"Oasi", con i piedi nudi e un mucchio di sogni. Natale 1984, gli Wham nel tuo stereo tutto scarabocchiato con gli Uniposca. Io e te in giro nei pomeriggi festivi e non troppo freddi della nostra Reggio. Tu e quei capelli profumati, tu e il tuo glamour che non ti ha mai abbandonata. Era un Natale di quelli che non tornano più, perché certe cose poi crescono anche loro, con noi e diventano ricordi dolcissimi, mentre la vita ci rende uomini, e donne. Ma un posticino nel mio cuore tu ce l'avrai sempre, e lo sai. Te l'ho detto tante volte. Anche la mia futura moglie lo sa, e non è gelosa. Non si può essere gelosi del vissuto di un'altra persona, delle emozioni, delle esperienze che ne hanno determinato la crescita, la maturazione. Non si può non volerti bene, S. E sono felice che ora sembra davvero, dopo tanto dolore, che tu abbia trovato il tuo uomo in M. Avevo undici anni, ma quel sapore di te me lo porterò sempre dietro, Il sapore di un amore tenerissimo, il tremore, le mani fredde, il cuore che mi scoppiava quando ti aspettavo sotto il portone di via Trieste. Le parole che ci siamo detti, il fiume di dolcezze, un'età acerba ma così bella, un'alba che ci siamo gustati insieme, senza perderci nulla, gettando le basi per le nostre vite, liberi di andare e costruircele da soli e con altre persone. A te, mia cara e buona S., io auguro davvero un mare di gioia. Perché te la meriti, con M. e con tutte le persone della tua famiglia. Spero che tu possa continuare a vivere in salute e felicità tutte le cose più belle della vita. ...E mannaggia a te, che non verrai al mio matrimonio!!!!! Se ti liberi, all'ultimo momento per te un posto si trova sempre!
11.11.2007
Un pensiero al tifoso laziale morto oggi. Perché la morte è sempre da rispettare. Ciao Gabriele.
06.11.2007
Addio Maestro, ci mancherai. Eleganza, acume, saggezza e tanto, tanto giornalismo di qualità. Addio, Enzo.
05.11.2007
Hanno la bestemmia sempre pronta in bocca, come uno scioglilingua ripetuto mnemonicamente. Sono tutti imbibiti di retorica neofascista, senza avere la benché minima idea di cosa sia stato il fascismo, disconoscendo date, avvenimenti, nomi, personaggi. Ce l'hanno con tutti i rumeni, ma questo è di moda, in questo momento. Attacchi indiscriminati, verbali e non, verso chiunque non sia italiano, comunque. Anche se poi, scrutandoli o semplicemente guardandoli con più attenzione, scorrendo i loro cognomi sul registro, ti accorgi che molti, moltissimi di loro, hanno una madre o un padre africano, sudamericano, asiatico, est europeo. La loro fantomatica purezza della razza va a farsi friggere. Ignoranti di tutto, sono teste riempite di vacuità, per quanto questa mia frase possa sembrare una contraddizione. Perché sono convinti di sapere tutto della vita a 14, 15, 16 17 o 18 anni. Ma la loro vita è fatta di niente, o di merda. Prendono pasticche di ogni genere, acidi, ecstasy, chetamina, come fossero caramelle per la gola, e non sanno quanto si stanno distruggendo irrimediabilmente il cervello. Fanno a gara a chi si vanta di più di aver sniffato cocaina, si sfidano in un'interminabile ed assurda gara dell'eccesso. Merda, solo merda. Durante la lezione, molti di loro tengono le cuffie dei lettori mp3 perennemente nelle orecchie, facendosi bombardare da un alienante e monocorde frastuono techno. Sanno tutto di droghe e discoteche, di sballi vecchi e nuovi, di telefonini e mp3 (due oggetti proibiti in classe, ma pochi conoscono la parola "regola"). Ma sono delle capre su tutto il resto, e non parlo solo della mia materia, l'inglese. Anche i miei colleghi lo dicono. Sanno tutto della vita, a parole. Le donne? Tutte troie. Le mamme dei compagni sono tutte meretrici, ovviamente, soprattutto quelle dei "nemici". Ignorano la socializzazione vera, quella fatta di complicità sana. Nessuno fa la spia, nessuno parla o svela quello che di cattivo il compagno ha fatto, altrimenti verrebbe escluso dal branco in quanto "infame"...parola odiosa ma molto ricorrente, nel loro codice. Non hanno la minima idea del rispetto delle regole, della legalità...per insultarsi si chiamano "guardia", perché i poliziotti o i carabinieri sono la peggiore specie, ai loro occhi. Gente che rischia la vita per stipendi da fame ai loro occhi è solo gente che non merita rispetto. Inutile pretendere una lettura di gruppo degli scritti di Pasolini, non sanno neanche chi è, poi per loro sarebbe solo un frocio. Non rispettano l'adulto, non hanno il senso del limite, della distanza, dell'autorità. E' molto, molto deprimente. Questi sarebbero il futuro? NON MI PIACE GENERALIZZARE, NON MI E' MAI PIACIUTO. Ed infatti, per fortuna, su dieci classi, per fortuna, ce ne sono di bravi ragazzi, volenterosi, rispettosi, educati, con qualche valore, con qualche sana passione. Ci sono M. e G., per esempio. Loro hanno una band, una rock band, e già per questo meriterebbero un plauso, visto che la massa ascolta rap o techno. Suonano, hanno una passione, hanno i sogni. Credono in qualcosa. Non sono gli unici, per fortuna, ma li prendo ad esempio, e voglio chiudere questo post con le loro due facce pulite, perché si può essere adolescenti e non uniformarsi, scegliere di essere diversi e continuare per la propria strada. Vivere la propria età, che non tornerà più, farlo senza essere secchioni né santerellini, ma avere qualcosa da aggiungere, alla fine della strada.
06.10.2007
....E così ora ho due lavori, due impegni quotidiani, entrambi hanno a che fare con l'insegnamento della lingua inglese. Però il lavoro mattutino è una supplenza in una scuola di recupero, con un contratto a tempo determinato fino a giugno e uno stipendio discreto, contributi e tutto in regola. Il problema più grande è che si tratta di dieci classi, ciascuna composta da almeno venti adolescenti maschi carichi di ormoni, aggressività, violenza, ignoranza e totale assenza di disciplina. Ma non ho scelta, l'offerta era troppo appetibile, sono sei ore al giorno di guerra, ma prima o poi finiscono. Ed è a una fermata di metropolitana da casa. Di pomeriggio, poi, continuo coi miei corsi in giro, fuori e dentro Roma. Più di così...
19.09.2007
Calderoli blatera di maiali e pisciate blasfeme sui terreni delle moschee italiane, Bossi gli fa eco con l'ennesima tiritera anti tricolore, questa volta in salsa antigaribaldina, tutti e due invocano la rivolta fiscale....
Beppe Grillo, il re dei blog, l'ex comico esiliato, il nuovo guru dell'"antipolitica", raccoglie tanta gente in tante piazze del Paese. E questo è un fatto, che non si può e non si deve ignorare.
Parla con le proposte, non con l'aria fritta, ma alcune puzzano fortemente di demagogia.
Certo, sul fatto che i parlamentari indagati o condannati non debbano fottersi i soldi dei contribuenti continuando a scaldare le poltrone invano...beh, Grillo ha ragione da vendere. Però ho il sospetto che stia preparando anche lui l'uscita dal guscio, quella che Silvio aveva definito, con una metafora calcistica poi divenuta un suo "anthem", "la discesa in campo". E non so quanto bene possa fare, a questo Paese ridotto in cocci di vetro, un comico in politica.
Compito del comico è irridere potere, società, costumi, senza risparmiarsi e senza risparmiare nessuno, politici di destra e di sinistra, di centro e di traverso (ce ne sono molti). Ma "scendere in campo" sarebbe, secondo me, un gesto molto rischioso, per uno come lui. Perché tanta gente, prima di lui, entrando in politica, non ha saputo rimanerne immune, non ha saputo evitare di sporcarsi.
Mastella e Rutelli decidono di passare una domenica diversa e se ne vanno a Monza con l'aereo pagato da noi cittadini, perché uno ha la passione della Formula 1, l'altro deve premiare il vincitore...eh, già i bisogni sono bisogni. Il buon esempio, ancora una volta, viene da due uomini davvero integerrimi, coerenti e per nulla ruffiani....
Anni fa, il compianto giornale satirico "Cuore" tracciò, con un titolo in prima pagina, un efficace ritratto della classe governante di questa Italia...
"Hanno la faccia come il culo!"
Sottoscrivo.
Prodi va da Vespa e si difende, a suo modo, dicendo tante cose, promettendone altre, analizzando con lucidità anche le critiche che gli vengono mosse, cercando di salvare la faccia.
Sarà. Ma non mi convince. E non lo rivoterei. Perché mi ha deluso profondamente, e in questo momento le mie profondissime convinzioni politiche cozzano con i fatti, di un governo che ha fatto molto poco, quasi niente, e che non è d'accordo su nulla, si trascina stancamente come una barca scassata che spera di raggiungere la riva, prima o poi, non c'è fretta.
E i giovani? Il lavoro? La scuola e l'università? La ricerca? La sanità? Le infrastrutture? La lotta alle mafie e alla criminalità di tutti i tipi? La cultura? Gli anziani? I diritti dei più deboli?
Nessuna risposta, da un governo di centrosinistra.....
Saviano ci mette la faccia, il suddetto culo, le parole e il cuore, per dire che lui la camorra non la vuole, gli fa schifo, e riconosce la sua esistenza, mentre nella piazza del paese dal quale è dovuto fuggire gli gridano che no, "la camorra non esiste!"
Massimo rispetto per quelli come lui, che sanno cosa significa la parola "CORAGGIO".
Per tutti gli altri, me compreso, questo è un Paese allo sfascio, stiamo scivolando verso un futuro che non saprei neanche ipotizzare, sarà pessimismo cosmico il mio, ma questa è la mia sensazione in questo periodo.
Sic transit gloria mundi....
04.09.2007
Il mare.
Me lo sento ancora addosso, il mio elemento, sento l'acqua che mi accarezza la pelle, il sale che la abbraccia, il calore irrinunciabile e violento del mio Sud. Non è mai troppo, il mare. Non è mai abbastanza, starei sempre in sua compagnia, se potessi.
Ma non posso, le vacanze sono finite, e ieri sono tornato al lavoro.
Roma mi riaccoglie, tra inquietudini pre-autunnali e però una gran bella cosa all'orizzonte. Un mese, e F. diventerà ufficialmente la mia convivente. Un anno...e diventerà qualcosa di più. Per ora, non dico altro.
Bentornati tutti, miei amici di blog, spero che l'estate che, ahimé, volge al desio, vi abbia portato emozione, sopra ogni altra cosa.
Io, per l'appunto, mi sono dedicato al mio fratello mare, quello di sangue (calabrese dello Stretto) e quello di adozione (salentino).
Scendere giù..calarsi sott'acqua, tra le masse saline, tra i rumori ovattati, il corpo che acquista un peso diverso, i colori che sono così limpidi, i problemi così lontani.
Potessi vivere con il mare vicino, la mia vita sarebbe perfetta.
Mare vero, intendo.
01.08.2007
Un saluto a tutti, finalmente è vacanza anche per me....
Parto dopodomani, torno a settembre...
Il mio mare mi aspetta, quello della madre terra Calabria, ma anche quello adottivo del Salento. Dopo tanto duro lavoro, mi merito anche io una bella pausa, pure lunga...
Baci a tutti, rilassatevi e divertitevi, ovunque siate.
Ce
24.07.2007
Da www.corriere.it:
«È ora di smettere di piangere per Paolo, è ora di finirla con le commemorazioni, fatte spesso da chi ha contribuito a farlo morire». È una lettera durissima quella scritta da Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, il giudice morto 15 anni fa nella strage di via D'Amelio a Palermo. L'ingegnere Borsellino, che vive a Milano, ha voluto replicare al documentario sulla mafia a Palermo andato in onda lunedì sera su rai3 e condotto da Alexander Stille. Si tratta della seconda lettera che il fratello del magistrato ammazzato dalla mafia con quattro agenti della scorta, scrive. La prima lettera era stata scritta pochi giorni fa alla vigilia delle commemorazioni per il 15esimo anniversario delle stragi di Capaci e via D'Amelio.
VENDICARE - «È l'ora invece di dimenticare le lacrime, è l'ora di lottare per Paolo, lottare fino alla fine delle nostre forze, fino a che Paolo e i suoi ragazzi non saranno vendicati e gridare, gridare, gridare finchè avremo voce per pretendere la verità, costringere a ricordare chi non ricorda», prosegue Salvatore Borsellino.
POLITICI - Borsellino si chiede «dove sono le migliaia di persone che
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Una foto di archivio di via D'Amelio dove il giudice Paolo Borsellino fu ucciso dalla mafia (Ansa) | cacciarono e presero a schiaffi i politici che, scacciati dai funerali di Paolo, avevano osato andare nella Cattedrale di Palermo, davanti alle bare dei ragazzi morti insieme a lui, a fingere cordoglio e disputarsi i posti più in vista nei banchi della chiesa?». E ancora: «Dove sono le migliaia di giovani, di gente di tutte le età, che ai funerali di Paolo continuavano a gridare il suo nome, Paolo, Paolo, Paolo?». «Ricordi il presidente del Consiglio e ricordino tutti i politici - prosegue Salvatore Borsellino - che guidare l'Italia non è gestire un tesoretto, disquisire su scalini e scaloni, o azzuffarsi sugli interventi nelle missioni all'estero, e dimenticare che i veri problemi sono nel nostro stesso paese, in un Sud abbandonato alla mafia, alla camorra, alla ndrangheta».
GIOVANI - Quindi l'appello ai giovani: «Ricordate che non ci può essere una repubblica, non ci può essere una democrazia fondata sul sangue, fondata sui ricatti incrociati legati alla sparizione di un'agenda rossa e delle memorie di un computer e a quello che può esserci scritto o registrato. Ricordate che non basta cambiare nome ad un partito e poi, nel discorso programmatico del suo capo in pectore non sentire neanche pronunciare la parola mafia. Ricordate che il futuro è vostro e che ve lo stanno rubando».
24 luglio 2007
21.07.2007
GATTI
Ti basta un filo di cotone, un pezzo di carta raggomitolando il tutto,
Niente parole per fortuna, solo qualche bacetto dato di nascosto
al tuo faccino davanti allo specchio di tutte le meraviglie.
In paradiso ci andrai dritta, con vele bianche e la fanfara,
io a stento ti terrò dietro,
sapendo di fermarmi molto prima.
Dario Bellezza
Dedicato ai nostri amati mici, agli angeli baffuti, pelosi e sinuosi che tanto amiamo.
Dedicato ancora una volta a tutte le nostre amate creature a quattro zampe, maestre ed artefici dell'amore vero, quello privo di malignità, quello puro e spontaneo, il vero amore eterno.
E per tutti quelli che fanno loro del male, nessuna pietà. Perché le bestie vere sono gli uomini.
10.07.2007
Rubo dal blog di Emy....Ma ne vale la pena, e non ci sono commenti in coda, perché una storia come questa la dice lunga su chi sia la vera bestia tra uomo e animale.
Cane e padrone muoiono insieme
Terni, entrambi avevano stessa malattia
Ha vissuto per anni accanto al suo padrone malato, e quando lui è stato ricoverato in ospedale la cagnetta è più volte scappata da casa, a Terni, per presentarsi al capezzale dell'uomo. Alla fine si è ammalata anche lei, e quando, domenica, il cuore del 67enne Gianfranco Brillantini si è fermato, Juna, la sua meticcia di 15 anni, l'ha seguito anche nell'ultimo viaggio. La morte se li è portati via entrambi, a pochi minuti di distanza.
Brillantini, che a lungo aveva gestito un bar a Terni, era molto conosciuto nella città umbra, così come la sua inseparabile cagnetta. I due erano talmente legati che l'animale, durante il periodo di degenza dell'uomo, più volte è fuggito da casa per andare a visitarlo".
"Era diventata la mascotte dell'ospedale - racconta la moglie dell'uomo - Poi Juna cominciò a soffrire della stessa malattia di mio marito", e così le sono state somministrate le stesse medicine. I due, sempre insieme, seguivano la stessa cura agli orari previsti, e non c'era modo di allontanare Juna dal padrone. Fino al ricovero in ospedale dell'uomo: a quel punto la cagnetta non poteva più stare vicino a Brillantini, ma come lui ha iniziato a rifiutare il cibo.
Domenica la morte di entrambi, a poca distanza l'uno dall'altra.
27.06.2007
MILANO,26 giugno 2007 - ''Alla fine credo di essere un povero bullo colpevole solo di fare un mestiere del c...' . Ecco come si è definito Fabrizio Corona, parlando questo pomeriggio ai microfoni del programma 'Zoo' di Radio 105. Un'ora intera di trasmissione in diretta, in cui il paparazzo più famoso d'Italia ha commentato tra l'altro la sua vicenda giudiziaria. ''Ma non posso fare alcuna rivelazione - ha ripetuto piu' volte - perche' mi aspetta Enrico Mentana per la registrazione di Matrix, dove raccontero' tutto''. Il fotografo dei Vip è tornato su quelli che sembrano essere diventati i suoi slogan - fissi in ogni intervista - contro il pm di Potenza, Henry John Woodcock. Di certo Corona è sicuro di non aver commesso alcun reato. ''Non ho mai ricattato nessuno e se ho ceduto delle fotografie, e ho chiesto dei soldi da dare al fotografo che le aveva scattate, e' stato per aiutare degli amici'', ha detto. ''Quegli 80 giorni in carcere sono costati allo Stato un sacco di denaro - attacca - ed e' denaro delle tasse degli italiani. Bene, vorrei dire che gli italiani hanno pagato un sacco di tasse per far diventare me ancora piu' ricco di quello che ero''. Prima della notorietà e dei guai giudiziari, Corona fatturava in un anno anche 8 milioni di euro ''e con un grande margine di utile''. Sull' inchiesta il fotografo ha letto alcune deposizioni di testimoni facendo notare discrepanze tra i verbali. Ha letto anche alcuni passi dei sette diari che sostiene di aver scritto in carcere e che stanno per diventare un libro in uscita il 17 luglio.
online@quotidiano.net
....Questa è l'Italia, oggi. E' l'Italia che produce questi "personaggi", non in cerca d'autore, ahimé, ché troppo elevata sarebbe la pretesa, ma in cerca di riflettori, di lampade, di cocaina e soprattutto alla ricerca disperata di un modo per estendere ancora di più il proprio ego.
Che soggetto...Sembra incredibile, ma ci sono donne che lo riterrebbero persino bello e intrigante, che darebbero non so cosa, anzi lo so, per una notte di sesso con lui.
Questa è la sua Italia, degli arroganti, dei bulletti, dei lampadati senza nessuna abilità nè talento, se non quello dell'esteriorità e dell'ignoranza, discipline delle quali sono maestri. L'Italia del non importa chi sei, basta che ti fai fotografare con le persone giuste, ti spari la coca in ogni momento e finalmente anche tu sarai figo e invincibile, e tutte le donne ti adoreranno...e tutti gli adolescenti ti prenderanno ad esempio, il gran vizir dei bulli, il Rozzo tra i rozzi. Tra una sala privata della discoteca più in di Milano e il locale più "trendy" e ricco della Costa Smeralda, individui così non suscitano che un profondo senso di nausea in me, vuoti e insulsi come stampini riusciti male.
Contento di essere "normale". Decisamente.
Che tristezza....
21.06.2007
Eccoti lì. Al centro della stanza, spalmato sul pavimento alla ricerca disperata di fresco, dopo una giornata incandescente.
Ti guardo, e penso che sono davvero una persona fortunata ad avere un angelo come te, dalle fattezze così atipiche per essere un angelo, ma lo sei, eccome. Solo esteticamente sei un gatto. In realtà sei molto di più, sei una creatura meravigliosa e dolcissima, che mi ama profondamente e sente tante cose. Capisci quando sono nervoso e salti isterico da una parte all'altra della stanza, oppure se sono triste mi segui ovunque, ti appiccichi al mio corpo, formando un unico blocco umano-felino.
Sono passati due anni da quando sei arrivato nella mia vita, mi sorprende ricordare com'erano vuote le mie giornate quando non c'eri, com'è bello invece tornare a casa dopo tanto duro lavoro e trovarti sempre lì, incollato all'uscio, la tua testolina, il tuo musetto a punta che sbircia il mondo "là fuori"...e poi che delizia il tuo corpicino sinuoso e peloso che si strofina ai miei polpacci. Che meraviglia è vederti camminare con passo elegante, quasi sensuale, spalancare gli occhi quando hai voglia di giocare, spianare le orecchie al minimo rumore, che tenerezza sentire la tua vocina da dietro la porta della cucina, la mattina, appena senti un mio minimo movimento reclami attenzione e cibo, poi pretendi che mi alzi e dia il via alla giornata, facendoti compagnia.
Ti amo davvero, di un amore diverso da quello che si può provare per la propria donna, ma non meno profondo...Ti amo perché anche tu sei diventato parte di me.
Amleto mio.
15.06.2007
Posso dirlo?
Sono proprio felice in questo momento.
Il lavoro va benissimo, e oggi ho firmato per un altro corso, il sesto.
Il capo oggi mi ha fatto capire che mi garantirà lavoro costante, e avrò sempre la settimana piena di corsi, ergo un'entrata fissa ogni mese, che peraltro sta diventando davvero consistente.
Paola Turci mi ha concesso una bellissima intervista, l'ennesima in tre anni, però è bello aver ripreso i contatti con lei, che mi ha pure invitato dietro le quinte al prossimo concerto.
Il secondo lavoro è quello di critico musicale per questo nuovo giornale, e va benissimo anche quello...
Le vacanze sono già prenotate, metà in Calabria, metà in Salento.
Amleto cresce ed è sempre il mio dolcissimo compagno di casa.
F. mi ama come sempre, ma senza che questo sia una cosa di routine.
E dopo l'estate, arriverà qui. Vivrà con me.
Incrocio le dita, perché non mi sembra vero, tutto quanto.
Non parlo più di questa cosa.
04.06.2007
"Shout" dei Tears for Fears mi ricorda i miei primi difficili tnetativi di uscire dal guscio e socializzare, a 11 anni non è facile...specie se vivi in una città ed in un ambiente che senti ostili, com'era Brindisi, per me. Vessato da compagni stronzi e rozzi, il bullismo esisteva già a quei tempi, solo perché ero un po' "diverso" dai loro standard maschilisti e farciti di ignoranza, era arduo per me crescere bene...così mi rifugiavo nelle parole di canzoni come quella, che invitavano ad alzare la testa contro i soprusi. Ricordo capelli tagliati in modo impresentabile, con la doppia lunghezza, jeans alti sopra il pube, gel a quintali nei capelli. Ricordo quel pomeriggio invernale, passeggiavo per le strade vicino casa con i miei unici due amici di allora, V. e L., non a caso anche loro emarginati per motivi differenti, e una ragazzina, incrociandomi, si voltò e mi gridò "Sei bello!"
Che sensazione di invulnerabilità, la mia fragilissima autostima si sentì rinvigorita improvvisamente. Le gridai "Grazie!" e tornai a casa davvero sereno. Perché a quell'età è molto importante sentirsi belli, accettati dal gruppo e dall'ambiente. Sono tanti i ricordi, brutti, legati a quella città. La lasciai nel 1985. Ci sono tornato due volte, da allora, ma l'effetto è stato migliore di ciò che pensassi, evidentemente mi sono affrancato da ciò che di negativo essa rappresenta per la mia psiche, liberando solo i ricordi positivi. Come G., il grande amico di mio fratello, che era anche amico mio, al quale devo tante cose, tra le quali, appunto, tanta musica. Un giorno venne con il 45 giri dei Tears for Fears, "Everybody wants to rule the world", che sto ascoltando proprio in questo istante, l'altro con l'Ep di "Shake the Disease" dei Depeche Mode, il suo gruppo preferito. Veniva a casa a trovarci, e nonostante fosse più grande, come tutti gli amici di P., non mi escludeva mai, mi invitava anche alle feste. Oggi è sposato, due figli, lavora all'aeroporto. Di recente sono andato a trovarlo. E' una persona con un cuore immenso, generoso, incapace di cattiveria.
I miei anni Ottanta, anni ai quali sono così legato, hanno vissuto varie stagioni, tante le cose che sono accadute in un solo decennio. Ma anche i primi anni della decade hanno portato qualche cosa buona, pur nella negatività di certe esperienze, alcune davvero traumatiche. Di quest'ultime, forse, un giorno scriverò.
27.05.2007
REGGINA 2
Milan 0
GRAZIE RAGAZZI,
Grazie per questo campionato straordinario, grazie perché per l'ottava volta posso gridare
SERIE A! SERIE A! SERIE A! SERIE A! SERIE A! SERIE A! SERIE A! SERIE A!
AMARANTO per sempre.
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